Un Locale che fonda le sue radici nel 1793

Il bel palazzotto, annesso alla gotica loggia trecentesca comunale, viene acquistato nel 1793 da alcune nobili famiglie cividalesi, con l’intento di fondare un ritrovo adatto ai loro aristocratici convegni e divertimenti. Nasceva così la Società del Casino di Cividale, sodalizio esclusivo, inaccessibile al popolino, ma molto confortevole per gli eletti di nobile stirpe. Nel Casino il tempo scorreva tra chiacchiere, pettegolezzi e celie, come sempre accade nei caffè. Il secolo XVIII si spegneva e i titoli nobiliari perdevano di prestigio. Nel 1848, nelle sale del vecchio caffè esplodevano le bellicose riunioni della Guardia Civica e del Comitato Rivoluzionario Cividalese, commentate dai versi satirici di Giuseppe Dondo. Nel 1856, dopo un lungo periodo di inattività, il Casino si trasformava radicalmente: l'ingresso era permesso a qualsiasi persona e solo una sala era riservata ad uso esclusivo dei soci. Nel 1866 l’ambiente ristrutturato e condotto dal Sig. Nicolò Gabrici cambiava anche l’insegna in Caffè San Marco, con il duplice intento di onorare il Santo ricorrente quel 25 aprile e ricordare le sue origini venete. Il XX secolo veniva accolto con allegria nelle sale del caffè, illuminate dalla nuovissima luce elettrica e, quattro anni dopo, allietato dal prodigioso telefono. Seguirono anni bui: la prima Guerra Mondiale e la disfatta di Caporetto. Il caffè, in questo tragico periodo, era diventato una “maleodorante scuderia militare”, muto testimone di anni drammatici. La vita intanto riprendeva, ma profondi erano i cambiamenti. Nel 1916 gli ultimi sette nobili soci cedevano il locale al Comune; sopravviveva il caffè, che acquistò maggior lustro con il ripristino della trecentesca loggia gotica. Dal 1938 al 1940, il caffè rimaneva chiuso per imponenti lavori di restauro e, in tale periodo, la loggia trecentesca veniva riportata all’antico splendore e costruito il salone per i giochi. Nel 1940, il Cav. Antonio Quintavalle, tuttora ricordato con grande stima, ne assume la gestione. Nel 1972, la direzione dell’antico ritrovo viene trasmessa al figlio Claudio. Di recente è subentrata una nuova gestione, affidata ad Andrea e Marco Cecchini, che assieme a Manuela, Stefania e al bravissimo staff di collaboratori, capitanati da Alessandro e Beppe, si propongono di riportare il Caffè San Marco 1793 agli antichi splendori.

RITORNA A "CAFFE' SAN MARCO 1973"